Crea sito

Ho scritto lettere piene d’Amore

Le lettere gettate su carta, e inviate al mondo da giovani soldati con la guerra negli occhi, tracciano la strada per non dimenticare la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Parole che raccontano l’orrore e la disperazione, ma anche l’attaccamento alla vita. A iniziare da quelle scritte in forma di poesia da un semplice fante, sul fronte del Carso, Giuseppe Ungaretti. Uno dei suoi versi più commoventi, dalla lirica Veglia, dà il titolo al progetto con cui il Consorzio Brianteo Villa Greppi vuole ricordare tutti coloro che, con l’entrata in guerra dell’Italia, di colpo videro le proprie vite cambiare tragicamente e in troppi casi interrompersi. Accompagnati dalle parole di giovani soldati che trovarono sulle pagine di un diario o su fogli da spedire l’unico modo per sentirsi meno soli e più vicini a casa, il Consorzio Brianteo Villa Greppi torna con questo progetto  nei luoghi della Prima Guerra attraverso le opere di artisti in mostra, le note di un concerto, un viaggio lungo le tracce della storia e la riscoperta dei documenti che raccontano la guerra.

Un progetto di ricerca

Accanto ai numerosi progetti che a livello nazionale hanno reso concreta la possibilità di consultare nel web il patrimonio documentario sulla Grande Guerra, conservato da diverse istituzioni (dai musei alle biblioteche, agli archivi), il Consorzio Brianteo Villa Greppi promuove la creazione di un portale internet, che possa raccogliere tutto quel materiale storico che è ancora custodito nelle nostre case, per realizzare così un “nostro” archivio della memoria, fruibile da tutti. Cartoline, lettere, diari, documenti, foto, cimeli, ma anche storie da raccontare, che tracciano un pezzo di storia delle nostre famiglie, possono essere condivisi, attraverso un lavoro di raccolta e digitalizzazione e diventare patrimonio di tutti. Ecco come: inviando materiale in formato digitale all’indirizzo [email protected] o chiamando gli uffici del Consorzio al numero 039 9207160.

Le memorie condivise

Le lettere costituiscono la testimonianza più diretta e soprattutto personale della tragedia della Grande Guerra. Scritte ai loro cari da giovani soldati che spesso non avevano dimestichezza con la scrittura,  non sono solo un semplice racconto di avvenimenti storici, ma aprono alla conoscenza del mondo intimo di chi la guerra la combatteva davvero, contro il nemico sul fronte, ma anche contro le proprie paure, per riuscire a sopravvivere prima di tutto a se stessi.

La macchina fotografica veniva utilizzata spesso come mezzo di documentazione sul campo di battaglia da reparti speciali dell’esercito, anche in funzione di propaganda. Restano così oggi numerose fotografie che hanno fermato in scatti ufficiali momenti della vita militare, altre invece, che ci immergono nello scenario tragico della guerra, accanto poi alle foto di soldati in posa, che venivano scattate spesso prima della loro partenza per il fronte.

Le cartoline erano il mezzo più immediato e meno costoso, scelto spesso dai soldati al fronte per mandare notizie a casa e viceversa dai familiari per tenere vivo il legame con figli e padri di famiglia che erano lontani. Si concentrano così in uno spazio bianco poche righe che però contengono un mondo e che lasciano trasparire nostalgia, amore, sofferenza. Dalla corrispondenza in franchigia alle cartoline illustrate, spesso opera di artisti al servizio della propaganda contro il nemico e impegnati nell’esaltare la guerra a giustificazione dello strazio di chi la combatteva, in primo piano c’è sempre il duro conflitto in atto.

La Grande Guerra ha lasciato un numero impressionante di testimonianze diaristiche. Insieme alla corrispondenza da inviare ai propri cari, spesso i soldati affidavano alla matita il compito di farli sentire meno soli, mettendo su carta le proprie giornate, gli episodi più importanti e soprattutto i propri stati d’animo e dando vita così a un diario.

In questa sezione si raccolgono le testimonianze di diversa tipologia che raccontano gli avvenimenti della Grande Guerra: da stampe dell’epoca a proclami, dagli attestati di onorificenza ai fascicoli dei caduti. Un insieme di tasselli che si compongo in un solo quadro storico.

Cimeli, medaglie, reperti di guerra, utensili della vita da soldato in trincea… Gli oggetti del passato conservano un’anima e ci riportano indietro nel tempo

La Grande Guerra raccontata da chi custodisce e tramanda ancora in famiglia i ricordi dei propri cari, episodi arrivati fino ad oggi, perché c’è stata la volontà di conservarne la memoria e la scelta oggi di diffonderla per farla diventare parte di un patrimonio collettivo.

Inviaci i tuoi materiali

scrivi una mail